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Lettera all'Assessore Pozzerle
Perchè
chiediamo che sia modificata la ciclabile di
via Nizza
Caro
Pozzerle, abbiamo alcune osservazioni e alcune
richieste relative alla pista ciclabile
realizzata in via Nizza. Noi pensiamo che chi
l’ha progettata abbia ricevuto l’indicazione
di pensare più ai posti auto che ai ciclisti.
E che non ci sia stata consapevolezza del
fatto che, per realizzare in particolare tre
posti auto, si stava intervenendo,
peggiorandolo sia in termini di
confortevolezza che di sicurezza, su un
tragitto praticato quotidianamente da
centinaia di ciclisti.
Ti
allego alcune diapositive in power point
che mi servono a motivare questa osservazione
e le nostre richieste.
di
togliere i tre posti auto nella parte di
via Nizza verso via Stella in modo da dare
alla pista una larghezza costante
di
valutare le osservazioni che ti proponiamo
circa la necessità di adeguare la
segnaletica sia orizzontale che verticale
e, soprattutto, circa la necessità di
disporre dei dissuasori di sosta
presentare
questo troncone di pista come il primo di
una serie di provvedimenti che,
prevedendo:
- l’autorizzazione a percorrere la
preferenziale di via Carducci,
- la realizzazione di una corsia ciclabile
per senso di marcia sul ponte Nuovo
- la realizzazione di un attraversamento
ciclabile in prossimità del varco della
ZTL
- la trasformazione in strada a doppio
senso di marcia (per le sole biciclette)
di via Stella
sono volti a moltiplicare il numero dei
ciclisti su una delle direttrici periferia
centro già ora più utilizzate.
Spero
molto che tu voglia risponderci urgentemente.
Tieni
conto che già dalla prossima settimana, in
assenza di risposta, a sostegno delle nostre
richieste, contiamo di intraprendere svariate
iniziative compresa una raccolta di firme.
Invio
per conoscenza al Sindaco, all’assessore
Guerrini, all'assessore Pernigo, al mobility
manager del comune e all'ufficio Bicicletta.
Cordialmente
Paolo Fabbri
VEDI
LE DIAPOSITIVE
Articolo
apparso sull'Arena del 01.06.2006
Gli
Amici della bicicletta partono dall’ultimo
intervento per chiedere al Comune di
affrontare alcuni temi urgenti
«IN
VIA NIZZA I CICLISTI RISCHIANO»
Fabbri:
«Pericolosi la strettoia e i tombini. E
mancano gli attraversamenti»
Gli altri nodi «Facciamo un parcheggio
custodito in stazione»
Buche,
strettoie, poche protezioni, totale mancanza
di un piano per la sicurezza. Le piste
ciclabili che attraversano la città finiscono
nel mirino proprio di chi ogni giorno le
percorre, in particolare gli Amici della
bicicletta. «Riconosciamo a questa
amministrazione di aver fatto, in tre anni,
molto di più di quello che era stato fatto in
passato», esordisce Paolo Fabbri, presidente
dell’associazione che conta 1.100 iscritti.
«E tuttavia, soprattutto per alcuni aspetti,
non riusciamo ad avere un dialogo costruttivo
con l’assessore».
La critica riguarda, innanzitutto, l’ultimo,
ancorché provvisorio, intervento in via
Nizza: «Premetto che questo è il terzo punto
più importante per l’ingresso in città»,
spiega Fabbri. «In un censimento fatto lo
scorso settembre abbiamo accertato che ogni
giorno, tra le 7.30 e le 10, vi transitano 500
biciclette». Da poco via Nizza è stata
«sezionata» per far posto a nuovi parcheggi
per auto e moto dopo la chiusura per lavori di
piazza Viviani.
«Questo
intervento era necessario, lo capiamo e lo
abbiamo accettato. Nel primo tratto si sono
ricavati dieci posti auto, ma la strada è
larga a sufficienza anche per le biciclette.
Nel secondo, invece, per ricavare solo tre
posti si è stretta la pista ciclabile fino a
farla diventare un sentiero, tra l’altro in
un punto disseminato di tombini. Tutto ciò è
stato fatto all’insaputa dell’ufficio
biciclette che dovrebbe coordinare i lavori.
Inoltre, quando si fanno questi interventi è
indispensabile fare comunicazione perché
altrimenti gli utenti non capiscono cosa sta
accadendo. Infine, avevamo chiesto all’assessore
Pozzerle, a fronte di questo intervento, di
riconsiderare tutto il tratto che va da Borgo
Venezia al centro e quindi autorizzare le bici
a transitare nella corsia preferenziale di via
Carducci, che attualmente è
"fuorilegge", e realizzare degli
attraversamenti specifici a Ponte Nuovo».
Invece,
spiega Fabbri, «non ci hanno nemmeno
risposto». Il presidente della Fiab scaligera
lamenta il fatto che«la più importante
associazione di cicloambientalisti d’Italia»
di fatto «non venga neppure presa in
considerazione». E spiega: «Non chiediamo
dei favori, ma esercitiamo un nostro diritto.
Questa amministrazione ha fatto degli
interventi molto positivi, come in via San
Giacomo e in viale Piave, ma vogliamo poter
dire che altri lavori sono sbagliati».
Ma
non è solo il percorso di via Nizza che
preoccupa i ciclisti. Altri due interventi,
che dovrebbero partire a breve, sono
fortemente criticati. «La prima dovrebbe
collegare Castelvecchio al Parco dell’Adige
nord, la seconda Ponte Catena a via Santini
attraverso via Bixio e il Cesiolo. Per
questioni di bottega e pareri contrari anche
della circoscrizione, entrambe verranno
dimezzate». Per questo la Fiab ha già
iniziato una raccolta di firme da inviare al
Comune.
Tra
le proposte «ancora senza risposta» Fabbri
elenca anche il parcheggio custodito di
piazzale XXV Aprile. «Dispiace dover
constatare che con una giunta amica, con il
sindaco, diversi assessori e mezzo consiglio
comunale tra i nostri iscritti, non si riesca
ad avere un dialogo costruttivo soprattutto in
termini di strategie per i ciclisti e di
contrasto ai furti». Strategie che, invece,
hanno avuto più successo nelle città vicine
alla nostra, come Trento, Bolzano, Mestre,
Brescia e Mantova dove gli iscritti «sono
molti meno».
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